me

«Correrò e cadrò. Quindi crescerò.»
«Papà sono anche io un cittadino?»
domanda Totò
«Naturale.»
«Bene, allora ecco cosa sono-
pensa Totò
«un figlio - bambino - fratello - nipote - cugino - scolaro - pedone - passeggero - telespettatore - ciclista - amico - cliente - lettore - cittadino.
Sono veramente una persona importante.
Sono così importante che non ho più paura di dormire al buio.»

Odi et Amo
«Je déteste»
Gli ipocriti. Gli assillanti. Gli esibizionisti. I fascisti. Coloro che mi sotto(o sopra)valutano. Chi mi vuole eguagliare. La musica TUNZTUNZ. Le discoteche. I broccoli. Il calcio. La geografia. Chi vuole essere sempre all'altezza. Chi crede che il successo sia sempre dietro l'angolo e quindi vuole bruciare le tappe. Chi mi insulta in modo gratuito. Quando le persone parlano tutte insieme. Quando i cellulari suonano in teatro. Quando non mi riesce una canzone. I BLOCCHI ALLE CORDE VOCALI. Il mal di gola. Quell'idiota che crede di essere chissàchi. Quando sento il ding di messenger ed è il solito stracciacazzo. Chi non mi lascia mai respirare. Chi mi chiede se dormo anche se sto solo pensando. Chi mi offende. Chi dall'alto di bella casa, bei voti, soldi, e bella famiglia è pure capace di sputarmi in testa. Quando il mio computer si spegne di pacca. Le infezioni. L'invidia viscerale. Le pile scariche. Il caffè freddo. Le fitte. Gli autobus in ritardo. La falsa gentilezza. Quando mi scende la vita. Quando non riesco a svegliarmi. Quando mi rendo conto di non saper fare una cosa. Quando mi mettono davanti alla verità. La mia testa dura. Le mie corde impastate. La puzza del divano nuovo. Lavare i piatti. Chi ha talmente poco da dire che lo scrive in inglese. O copia canzoni.
«J'aime»
IL MIO EMI PICCOLE MANI . La vita. L'amore. La BSMT. Le mie fantastiche insegnanti. Amare. Essere amata. Fare finta di ascoltare. Ascoltare con interesse. I musical in generale. La musica. Il mio piccolo piccolo iPod. La vestaglia blu. I reggiseni brutti ma comodi. Le maglie larghe. Gli anelli che significano qualcosa. La moleskine. Gli autobus in orario. La pizza. Le serate d'estate con la felpina. Il freddo. I fenicotteri e le gru. I vestiti scuri. Il rosso. IL cioccolato. Le mie amiche stupide. Parigi. Salisburgo. Roma. I miei musical in DVD. Cats. Rocky Horror. Cabaret. Jesus. Kurt Cobain. EL CHE. La mia voce. Quando non faccio la cazzona e mi esce la voce. Quando non ho la voce nei fagioli. Quando messenger funziona. Il telefono. Farmi i cazzi miei. Rompere i maroni alla gente che se li lascia rompere. Approfittare della troppa pazienza di Fede. I Rocksteady Socmels Futbol Cleb. Cantare a squarciagola alla stazione facendo vergognare il ciccipucci. Sentirmi dea. Internet is for porn. I telefoni retro. La foto strobo che ogni volta che la vedo rido. I miei occhiali da sole da reivar. I vestiti sixties. Quando la gente mi dice che mi vuole bene. I copioni tradotti. La mia macchina fotografica. Gli abbracci inattesi. Fare le foto per traverso. I dread. Il rosso dei miei capelli bagnati quando avevo i capelli rossi.

Emotions
«Libertà»

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.



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«Me, myself and Th.[pics on Flickr]»


siete impazziti in *loading*, grazie


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tornare in linea è semplice
venerdì, 26 giugno 2009
Non è che mi tocchi particolarmente. Si ok mi dispiace, è morto. Ma non è che mi tocchi particolarmente. Sto facendo colazione, con i cereali che non mi piacciono, ma come si dice? Mi adatto. Non ho voglia di accendere il cellulare, ma giusto perchè è di là e perchè fa uno spiacevole rumore quando si accende. Ho voglia di fare pochissime cose, tra cui vedere Emili, lavarmi i denti e cambiare la cartuccia a colori della stampante. Non so neanche scrivere! Ieri sull'autobus ho scritto tre pagine di quaderno, così, en passant. Non sapevo cosa stavo scrivendo, e in effetti rileggendo non hanno molto senso. Bene ora vado di là, ma non lo accendo il cellulare, eh? Tante care cose a voi e famiglia
Seule | [ commenti ? ]


sabato, 06 giugno 2009
Odio le mie incertezze e paure di che? di che cazzo di che?
Del rapporto con gli altri. Bello. Ho diciott'anni (quasi) e ho paura di rapportarmi? Sto davvero male. Si.
Comunque mi odio quando faccio così, devo non pensarci, altrimenti non mi parlo più.

















T U T T I   A   R O M A   I L   1 3 ! ! ! !
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sognare di un sogno
martedì, 12 maggio 2009
La testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
Sento le tempie pulsare, come se il cuore avesse cambiato postazione, e avesse deciso di battere nel mio cervello. Non so dove sono, forse in camera, forse per terra. Non riesco a capire. E' stata una notte agitata, ho sognato? Forse, non è detto. Provo ad alzarmi, ma le mie gambe non rispondono ai comandi del cervello. E' vero. Non ho più cervello. Il cuore ha preso il suo posto. E il cervello dov'è? Non lo sento al posto del cuore, forse deglutendo l'ho ingerito e digerito. Non ho più cervello. Ma se non ho il cervello, come faccio a pensare? Non lo so. Non mi interessa.
Ho sognato stanotte, si. Mi ricordo. C'era un palco, un palco buio, una luce infinitamente piccola e due donne. Due donne diversissime, che guardavano l'una l'altra. Erano vestite diverse, di età diverse, con sguardi diversi e sentimenti diversi. Ma si guardavano, cercando di trovare il buono l'una nell'altra. Si odiavano, in realtà. Io non c'ero, o forse ero una di quelle due donne. Vedevo tutto da punti di vista sempre diversi, prima ero la bambina, poi la donna, poi ero esterna, poi ero il pavimento, poi il sipario, poi una sedia. E sapevo di essere tutte queste cose. E odiavo essere tutte queste cose. Come se una forza inesistente mi prendesse e mi spostasse, con rabbia da un oggetto all'altro. Ero aria. Aria che poteva passare attraverso le cose, attraverso i vestiti, o diventare essi. Io diventavo essi. Mi infilavo nelle fibre delle poltrone, tra i fili del sipario, nel cuore delle due donne. Loro intanto continuavano ad odiarsi e continuavano a guardarsi. Io cominciavo ad impazzire, ma l'aria non urla, e io mi facevo spingere da un oggetto all'altro senza opporre troppa resistenza. Quando arrivo ad essere la bambina per l'ennesima volta, io, vento, sospinto dal vento, mi sveglio.
E la testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
Seule | [ commenti ? ]


sognare un sogno
martedì, 12 maggio 2009
La testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
Sento le tempie pulsare, come se il cuore avesse cambiato postazione, e avesse deciso di battere nel mio cervello. Non so dove sono, forse in camera, forse per terra. Non riesco a capire. E' stata una notte agitata, ho sognato? Forse, non è detto. Provo ad alzarmi, ma le mie gambe non rispondono ai comandi del cervello. E' vero. Non ho più cervello. Il cuore ha preso il suo posto. E il cervello dov'è? Non lo sento al posto del cuore, forse deglutendo l'ho ingerito e digerito. Non ho più cervello. Ma se non ho il cervello, come faccio a pensare? Non lo so. Non mi interessa.
Ho sognato stanotte, si. Mi ricordo. C'era un palco, un palco buio, una luce infinitamente piccola e due donne. Due donne diversissime, che guardavano l'una l'altra. Erano vestite diverse, di età diverse, con sguardi diversi e sentimenti diversi. Ma si guardavano, cercando di trovare il buono l'una nell'altra. Si odiavano, in realtà. Io non c'ero, o forse ero una di quelle due donne. Vedevo tutto da punti di vista sempre diversi, prima ero la bambina, poi la donna, poi ero esterna, poi ero il pavimento, poi il sipario, poi una sedia. E sapevo di essere tutte queste cose. E odiavo essere tutte queste cose. Come se una forza inesistente mi prendesse e mi spostasse, con rabbia da un oggetto all'altro. Ero aria. Aria che poteva passare attraverso le cose, attraverso i vestiti, o diventare essi. Io diventavo essi. Mi infilavo nelle fibre delle poltrone, tra i fili del sipario, nel cuore delle due donne. Loro intanto continuavano ad odiarsi e continuavano a guardarsi. Io cominciavo ad impazzire, ma l'aria non urla, e io mi facevo spingere da un oggetto all'altro senza opporre troppa resistenza. Quando arrivo ad essere la bambina per l'ennesima volta, io, vento, sospinto dal vento, mi sveglio.
E la testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
Seule | [ commenti ? ]


altrimenti.
mercoledì, 06 maggio 2009
Com'è possibile non sapere cosa ci si aspetta ma soffrire per averlo perduto?
Seule | [ commenti ? ]


così
lunedì, 04 maggio 2009
I need it, I'm homeless, I can't!
I need it, I'm homeless, I can't!
I need it, I'm homeless, I can -STUNC-



Seule | delirium [ commenti ? ]


.
mercoledì, 01 aprile 2009
Stavo aspettando il mio turno.
Ed è passato. Non me ne sono accorta. Pensavo di esere più sveglia.
Aspettavo l'opportunità di avere la mente TOTALMENTE sgombra, totalmente bianca. Ed è passata.
Pensavo di poter finalmente comprare un paio di occhi nuovi, di gambe nuove. E cominciare a camminare dove volevo io, fin dove volevo io.
E invece la paura, la rabbia e a volte l'incapacità razionale di prendere delle decisioni fa in modo che io resti sempre dove sono partita.
Look at me, I'm where I started.
Look at me, I'm back at chapter one.
Seule | [ commenti (1)? ]


HO SONNO CAAAAAAAAAZZZOOOO
giovedì, 26 marzo 2009
Sono stanca, sfinita, non ho enanche sentito Emi oggi. Mi fa incazzare essere di fretta persino per andare a letto. Mi dà fastidio. E non ha senso che me ne dia. Ho fame, ma non ho fame, ho freddo, ma i piedi caldi, ho voglia di pesare quaranta chili perchè mi dò fastidio da sola. Ho sonno, ho tantissimo sonno. Ora vado a letto. E la prossima volta che scelgo un progetto di questo genere UCCIDETEMI. Capito? U-C-C-I-D-E-T-E-M-I.

Buonanotte.
Seule | [ commenti ? ]


Novenove.
giovedì, 19 marzo 2009
Io sono come sono
e sono cazzi miei
io vivo come vivo
e sono cazzi miei
io dico quel che dico
e sono cazzi miei
cazzi miei


Cammino sull’orlo del baratro come se
non mi importasse più niente di me
succede, a volte capita come se
come se mi importasse soltanto di chiudere


Come a me che a volte imparo
e cercando di imparare a volte sbaglio
e come un fulmine caduto sono io
triste avventuriero nell’oblio
oh dio, sono io
fottuto portavoce della specie
e mai non vorrei mai ma invece
lo sono per davvero
fottuto condottiero
e già so già sai come Neffa
che la mia spada è unica
la musica
che beffa
fa lo stesso
ma che stress
me ne iesse
e po’ addó me ne fuiesse?
La musica
regina del mio essere anormale
addó me ne iesse iesse
é proprio essa
’a jamma ca firmasse stu permesso speciale
permesso di viaggiare da solo come tanti anni fa
negando la realtà che non sarà mai più la stessa di prima
bon voyage
uomo morto che cammina.

Cammino sull’orlo del baratro come se
non mi importasse più niente di me
succede, a volte capita come se
come se mi importasse soltanto di chiudere


Io sono come sono
e sono cazzi miei
io faccio quel che faccio
e sono cazzi miei
io dico quel che dico
e sono cazzi miei
io vivo come vivo
e sono cazzi miei

Cazzi miei un bel paio di palle grosse e sferiche
io vivo grazie a mie terminazioni periferiche:
le mani mie, la voce, i miei pensieri che
mantengono il contatto con la donna mia
gente mia
’e cumpagne le mie storie
papà e mamma ma madonna mia
cazzi miei che idiozia
vivo in quanto sono e tale sono in quanto vivo in compagnia
melodia
casa mia casa tua
ritorna in questa testa che altrimenti mi fa bua
ci ho la rima ma non ci ho più la luce tua
e più niente come prima uomo morto con la bua
uomo morto che cammina

Cammino sull’orlo del baratro come se
non mi importasse più niente di me
succede, a volte capita come se
come se mi importasse soltanto di chiudere



..sta mattina, dopo tanto tempo che non la ascoltavo, questa canzone mi ha stregata. Non so perchè.
Seule | poesia, introspezioni, delirium, sing, meandmyself, svirgole [ commenti ? ]


Quattordicidueduemilaotto
lunedì, 16 febbraio 2009
E così, la malinconica è tornata.
Sono io ovviamente.
Mi sono incazzata, ho riso, mi hanno strappato i capelli, mi sono coperta di brillantini, ho consigliato a qualcuno di trovarsi un hobby (francobolli che ne so), ho riso sotto i baffi, ho avuto paura, ho bevuto birra, ho passeggiato senza scarpe per il palco, ho detto che amo, ho detto che adoro, ho detto che non sopporto, sono stata nervosa, ma non come pensavo, ho superato alcuni dei miei tabù, e altri non li hanno superati, ho dato consigli e ne ho ricevuti, ho capito che non si è forti finchè non lo si dimostra con la debolezza.

Lunedì prossimo tutto questo mi mancherà enormemente. Ma come al solito mi fascio la testa prima ancora di rompermela.
Vi voglio bene, anche all'ormone vagante purtroppo.

E poi soprattutto a te voglio bene ma penso che tu lo sappia molto meglio di quanto io sappia dirlo.
Perchè non ho paura di fare nulla, perchè tu mi ascolti e mi strappi i capelli.
Perchè sei tu, e che cazzo, e se non esistessi minimo mi mancheresti.

Seule | [ commenti ? ]

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