me
«Correrò e cadrò. Quindi crescerò.»
«Papà sono anche io un cittadino?»
domanda Totò
«Naturale.»
«Bene, allora ecco cosa sono-
pensa Totò
«un
figlio - bambino - fratello - nipote - cugino - scolaro - pedone - passeggero - telespettatore - ciclista - amico - cliente - lettore - cittadino.
Sono veramente una persona importante.
Sono così importante che non ho più paura di dormire al buio.»
Odi et Amo
«Je déteste»
Svegliarmi presto. Gli ipocriti. Gli ansiogeni. L'ansia. Gli autobus in ritardo. La lentezza. Gli stronzi. Chi si crede superiore. I doni scesi dal cielo, perchè non ti danno mai niente per niente. L'occhio per occhio dente per dente. I buchi nei pantaloni. Gli attacchi di panico (o attacchini di panicucci). Chi mi sotto(o sopra)valuta. Quando non mi riesce qualcosa. Gerri Scotti. I fascisti e i compagni per moda. Chi porta la kefiah senza sapere perchè la porta. Chi giudica, tanto l'importante è dire qualcosa. Essere rincoglionita. Fare le cazzate. Non sapermi trattenere. Piangere in momenti inopportuni. Facebook (perchè è una droga). I viaggi estenuanti. Gli incubi da cui non riesco a svegliarmi. Le situazioni imbarazzanti. Non sapere da che parte stare. I broccoli. Le cicorie. La vodka al melone (brutti ricordi). Chi non capisce cosa dico. Chi mi rompe il cazzo. Il gabibbo. Chi ha talmente poco da dire che lo scrive in inglese. O copia canzoni.
«J'aime»
IL MIO EMI PICCOLE MANI
.gif)
. La vita. L'amore. Le mie fantastiche insegnanti. Amare. Essere amata. Fare finta di ascoltare. Ascoltare con interesse. I musical in generale. La musica. Il mio piccolo piccolo iPod. La vestaglia blu. I reggiseni brutti ma comodi. Le maglie larghe. Gli anelli che significano qualcosa. La moleskine. Gli autobus in orario. La pizza. Le serate d'estate con la felpina. Il freddo. I fenicotteri e le gru. I vestiti scuri. Il rosso. Gli scamiciati con le panta. Le mie amiche stupide. Svegliarmi quando mi pare. La mia voce quando canto in tedesco. Il telefono hamburger. Farmi i cazzi miei. Rompere i maroni alla gente che se li lascia rompere. Approfittare della troppa pazienza di Fede. I Rocksteady Socmels Futbol Cleb. Cantare ovunque, per qualsiasi motivo, con chiunque. Sentirmi dea. Internet is for porn. I telefoni retro. La foto strobo che ogni volta che la vedo rido. I miei occhiali da sole da Emerald City. I vestiti sixties. Quando la gente mi dice che mi vuole bene. I copioni tradotti. La mia macchina fotografica. Gli abbracci inattesi. Fare le foto per traverso. I dread. Il rosso dei miei capelli bagnati quando avevo i capelli rossi.
Emotions
«Frei und Schwerelos»
pics
«Me, myself and Th.[pics on Flickr]»
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lunedì, 23 novembre 2009
Magari partire everyday.
Ho una caviglia tendente ad una zampogna, o ad un sacchetto di melanzane del Rat-man barbone.
E mi fa molto male, ma il latte mi aiuta, e io sono felice.
Vado via, non so neanche perchè ho scritto queste due stronzate.
Baci a me
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sabato, 31 ottobre 2009
Bene. Sono due giorni che piango. Piango per mille cose! Ma mica tristi! Cioè non sono triste. Si va beh oggi sono un po' abbattuta, ma non triste.
Alioscia è incinto! Ed è una notizia meravigliosa. Sarò procugina! Uau! Un piccolo/a Viccaro.
Poi boh notizie varie che mi spiazzano parecchio, che non so neanche se prendere male. Boh! Le prendo, le metto in tasca e spero durino poco. Poi va beh. Si vedrà.
Intanto domani parto con le Emarginate. Ritiro spirituale per uscire dal vortice in cui siamo entrate.
Vi voglio bene, avvinghiamoci che così ce ne vogliamo ancora di più.
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domenica, 13 settembre 2009
Un'altra estate è finita.
Eh, capita. Niente è per sempre. Neanche l'estate. Fa già freddo, si esce in felpa (se non in felpe). Le Birkenstock sono state eliminate da tempo e giaciono (o giacciono?) sotto la scrivania da tempo immemore. Il sole tramonta presto, i libri si sentono felici. E io ho la solita malinconia da inizio settembre al tramonto. Quando tutto finisce e tutto comincia. Ora è diverso.
Quello che comincia so cos'è, è sempre la stessa cosa. Dal 1997.
Ma il prossimo anno a quest'ora io non sarò qui probabilmente. Non dirò che l'estate è finita. L'estate sarà appena cominciata. E non vedo l'ora di togliermi questo peso di quest ultimo anno tra quei banchi, in quella scuola.
Però mi mancheranno tanto. Dormire su un banco in occupazione, pensando a quanto la scuola di notte metta tranquillità. Mangiare e bere per i corridoi alimenti assolutamenti transgenici. Vedersi in bagno, perchè è l'unico posto dove almeno nessuno ti vede. Fare un po' di nonnismo, anche se non troppo. Sfottere la gente quando sai che puoi sfotterla. Avere tanti amici intorno, che alle 9:55 ti aspettano davanti alla porta del lotto 3 che ci sia il sole, la pioggia, la neve, la grandine. Sentirsi a casa tutto sommato, ogni volta che passi davanti a quella scuola. Sentirsi importanti, come mi piace sentirmi. Avere pochi insegnatni degni, ma molto degni. Le stronzate con le mie emarginate, perchè più stupide ed emarginate di noi non c'è nessuno. Piangere in bagno fino al collasso. E' casa ormai. Non c'è niente da fare. Non ho voglia di tornare a scuola.
Ma ci vivrei volentieri.
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sabato, 22 agosto 2009
Come with me. Think of what we could do. Together.
Unlimited. Together we're unlimited.
Together we'll be the greatest team there's ever been.
Glinda, things the way we planned 'em.
If we work in tandem:
There's no fight we cannot win.
Just you and I defying gravity!
With you and I, defying gravity,
They'll never bring us down.
[...]
I hope you're happy, now that you're choosing this.
[...]
I really hope you get it,
And you don't live to regret it!
I hope you're happy in the end!
I hope you're happy, my friend!
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mercoledì, 05 agosto 2009
Sono completamente scioccata. Ancora non mi sono ripresa. E' stato qualcosa di totalizzante, spettacolare, bellissimo. Non volevo più uscire, non volevo finisse, non volevo smettere di piangere, singhiozzavo, come non mi era mai successo, in preda ad una felicità indescrivibile. Solo a pensarci ho un nodo enorme in gola.
Voglio quello io. Voglio tutta la vita quello. Solo quello. Sono sotto schock. E quindi grazie, grazie, grazie, grazie. A voi due che mi avete accompagnata, che avete pianto insieme a me, siete le uniche con le quali può succedere una cosa così. Vi amo con tutto il cuore.
Couldn't be happier. Yes, I couldn't be happier.
Ecco che piango di nuovo, cazzarola.
GLINDA:(spoken)
Elphaba, why couldn't you have stayed calm for once, instead of flying off the handle!
I hope you're happy!
I hope you're happy now!
(sung)I hope you're happy how you've hurt your cause forever,
I hope you think you're clever!
ELPHABA: (spoken)
I hope you're happy!
I hope you're happy, too.
(sung)I hope you're proud how you would grovel in submission to feed your own ambition.
BOTH:(sung)
So though I can't imagine how, I hope you're happy, right now!
GLINDA: (spoken)
Elphie, listen to me! Just, say you're sorry.
(sung)
You can still be with the Wizard, what you've worked and waited for. You can't have all you ever wanted!
ELPHABA: (spoken)
I know.
(sung)
And I don't want it.
(spoken)
No,
(sung)
I can't want it anymore.
Something has changed within me.
Something is not the same.
I'm through with playing by the rules of someone else's game.
Too late for second-guessing.
Too late to go back to sleep!
It's time to trust my instincts.
Close my eyes, and leap!
It's time to try defying gravity.
I think I'll try defying gravity, and you can't pull me down!
GLINDA: (sung)
Can't I make you understand.
You're having delusions of grandeur!
ELPHABA: (sung)
I'm through accepting limits,
'Cuz someone says they're so!
Some things I cannot change,
but 'till I try, I'll never know!
Too long I've been afraid of
losing love, I guess I've lost!
Well, if that's love, it comes at much to high a cost!
I'd sooner buy defying gravity
Kiss me goodbye!
I'm defying gravity, and you can't pull me down!
(spoken)
Glinda, come with me. Think of what we could do. Together,
(sung)
Unlimited. Together we're unlimited. Together we'll be the greatest team there's ever been.
Glinda, things the way we planned 'em.
GLINDA: (sung)
If we work in tandem:
BOTH: (sung)
There's no fight we cannot win.
Just you and I defying gravity!
With you and I, defying gravity,
ELPHABA:(sung)
They'll never bring us down.
(spoken)
Well, are you coming?
GLINDA:(sung)
I hope you're happy, now that you're choosing this.
ELPHABA: (spoken)
You too.
(sung)
I hope it brings you bliss,
BOTH: (sung)
I really hope you get it,
And you don't live to regret it!
I hope you're happy in the end!
I hope you're happy, my friend!
ELPHABA: (sung)
So if you care to find me
Look to the western sky!
As someone told me lately:
"Ev'ryone deserves the chance to fly!"
And if I'm flying solo,
At least I'm flying free.
To those who'd ground me,
Take a message back from me:
Tell them how I am
Defying gravity!
I'm flying high,
Defying gravity!
And soon I'll match them in renown.
And nobody in, all of Oz.
No Wizard that there is or was.
Is ever gonna bring me down!
GLINDA: (sung)
I hope you're happy!
CITIZENS OF OZ: (sung)
Look at her, she's wicked!
(shouted)
Get her!
ELPHABA: (sung)
Bring me
CITIZENS OF OZ: (sung)
No one mourns the wicked!
ELPHABA: (sung)
down!
CITIZENS OF OZ: (sung)
So we've got to bring her
ELPHABA: (sung)
Aaahhhhhhh!
CITIZENS OF OZ:(sung)
Down!
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venerdì, 26 giugno 2009
Non è che mi tocchi particolarmente. Si ok mi dispiace, è morto. Ma non è che mi tocchi particolarmente.
Sto facendo colazione, con i cereali che non mi piacciono, ma come si dice? Mi adatto.
Non ho voglia di accendere il cellulare, ma giusto perchè è di là e perchè fa uno spiacevole rumore quando si accende. Ho voglia di fare pochissime cose, tra cui vedere Emili, lavarmi i denti e cambiare la cartuccia a colori della stampante. Non so neanche scrivere! Ieri sull'autobus ho scritto tre pagine di quaderno, così, en passant. Non sapevo cosa stavo scrivendo, e in effetti rileggendo non hanno molto senso.
Bene ora vado di là, ma non lo accendo il cellulare, eh?
Tante care cose a voi e famiglia
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sabato, 06 giugno 2009
Odio le mie incertezze e paure di che? di che cazzo di che?
Del rapporto con gli altri. Bello. Ho diciott'anni (quasi) e ho paura di rapportarmi? Sto davvero male. Si.
Comunque mi odio quando faccio così, devo non pensarci, altrimenti non mi parlo più.
T U T T I A R O M A I L 1 3 ! ! ! !
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martedì, 12 maggio 2009
La testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
Sento le tempie pulsare, come se il cuore avesse cambiato postazione, e avesse deciso di battere nel mio cervello. Non so dove sono, forse in camera, forse per terra. Non riesco a capire. E' stata una notte agitata, ho sognato? Forse, non è detto. Provo ad alzarmi, ma le mie gambe non rispondono ai comandi del cervello. E' vero. Non ho più cervello. Il cuore ha preso il suo posto. E il cervello dov'è? Non lo sento al posto del cuore, forse deglutendo l'ho ingerito e digerito. Non ho più cervello. Ma se non ho il cervello, come faccio a pensare? Non lo so. Non mi interessa.
Ho sognato stanotte, si. Mi ricordo. C'era un palco, un palco buio, una luce infinitamente piccola e due donne. Due donne diversissime, che guardavano l'una l'altra. Erano vestite diverse, di età diverse, con sguardi diversi e sentimenti diversi. Ma si guardavano, cercando di trovare il buono l'una nell'altra. Si odiavano, in realtà. Io non c'ero, o forse ero una di quelle due donne. Vedevo tutto da punti di vista sempre diversi, prima ero la bambina, poi la donna, poi ero esterna, poi ero il pavimento, poi il sipario, poi una sedia. E sapevo di essere tutte queste cose. E odiavo essere tutte queste cose. Come se una forza inesistente mi prendesse e mi spostasse, con rabbia da un oggetto all'altro. Ero aria. Aria che poteva passare attraverso le cose, attraverso i vestiti, o diventare essi. Io diventavo essi. Mi infilavo nelle fibre delle poltrone, tra i fili del sipario, nel cuore delle due donne. Loro intanto continuavano ad odiarsi e continuavano a guardarsi. Io cominciavo ad impazzire, ma l'aria non urla, e io mi facevo spingere da un oggetto all'altro senza opporre troppa resistenza. Quando arrivo ad essere la bambina per l'ennesima volta, io, vento, sospinto dal vento, mi sveglio.
E la testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
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martedì, 12 maggio 2009
La testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
Sento le tempie pulsare, come se il cuore avesse cambiato postazione, e avesse deciso di battere nel mio cervello. Non so dove sono, forse in camera, forse per terra. Non riesco a capire. E' stata una notte agitata, ho sognato? Forse, non è detto. Provo ad alzarmi, ma le mie gambe non rispondono ai comandi del cervello. E' vero. Non ho più cervello. Il cuore ha preso il suo posto. E il cervello dov'è? Non lo sento al posto del cuore, forse deglutendo l'ho ingerito e digerito. Non ho più cervello. Ma se non ho il cervello, come faccio a pensare? Non lo so. Non mi interessa.
Ho sognato stanotte, si. Mi ricordo. C'era un palco, un palco buio, una luce infinitamente piccola e due donne. Due donne diversissime, che guardavano l'una l'altra. Erano vestite diverse, di età diverse, con sguardi diversi e sentimenti diversi. Ma si guardavano, cercando di trovare il buono l'una nell'altra. Si odiavano, in realtà. Io non c'ero, o forse ero una di quelle due donne. Vedevo tutto da punti di vista sempre diversi, prima ero la bambina, poi la donna, poi ero esterna, poi ero il pavimento, poi il sipario, poi una sedia. E sapevo di essere tutte queste cose. E odiavo essere tutte queste cose. Come se una forza inesistente mi prendesse e mi spostasse, con rabbia da un oggetto all'altro. Ero aria. Aria che poteva passare attraverso le cose, attraverso i vestiti, o diventare essi. Io diventavo essi. Mi infilavo nelle fibre delle poltrone, tra i fili del sipario, nel cuore delle due donne. Loro intanto continuavano ad odiarsi e continuavano a guardarsi. Io cominciavo ad impazzire, ma l'aria non urla, e io mi facevo spingere da un oggetto all'altro senza opporre troppa resistenza. Quando arrivo ad essere la bambina per l'ennesima volta, io, vento, sospinto dal vento, mi sveglio.
E la testa mi scoppia ancora prima di aprire gli occhi nella stanza più buia dell'Universo.
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mercoledì, 06 maggio 2009
Com'è possibile non sapere cosa ci si aspetta ma soffrire per averlo perduto?
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